UN PIANO INFERIORE

Amaro in bocca. Amaro in bocca perché ritenevo che il mondo stesse cambiando in questi anni, invece la mentalità è rimasta quella: conservatrice e retrograda. Pensavo che il cambiamento partisse dall’istruzione e quindi dagli edifici e dalle persone che lavorano per assicurare in primis i servizi universitari. Sono andato alla sede Economico-Giuridica dell’Università degli studi di Udine per valutare l’accessibilità. Il responsabile della disabilità, molto disponibile senz’altro, mi ha mostrato le aule e anche come accedere al bagno ecc ecc. Tutto molto bello ed entusiasmante, se non che 2 aule su 3 dispongono di una accessibilità approssimata e non inclusiva, quasi volta a differenziare il disabile e a metterlo su un gradino inferiore, letteralmente. Una delle due in questione, l’aula 1, è questa qua sotto. Molto simile all’Aula 2, come struttura e conformazione. Analizziamola bene. Dunque, come si può notare, è un aula a gradoni e i disabili sono talmente inclusi che stanno alla sinistra isolati, per motivi di sicurezza, con addirittura un corrimano che funge da sbarre, stile leoni in gabbia. Ora però, una domanda sorge spontanea: ma se un disabile volesse avere una compagna/o vicino a sé per aiutarlo per qualsiasi cosa e per sentirsi parte integrante, come farebbe?
Addirittura in una delle due aule, usavano il tavolino ergonomico per disabili per tenere aperta la porta.
Accessibilità 3.0, ragazzi.

p.s L’ascensore si è bloccato ben 2 volte andando da un piano all’altro.

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Commenti: 1
  • #1

    Manuela Croatto (giovedì, 26 settembre 2019 17:18)

    Buongiorno,
    sono certa che i suoi lettori avranno piacere di sapere com’è andata a finire.
    Parto dall’inizio. Mercoledì sera (18/9/19) ho letto per caso il post e mi sono subito attivata con il Dipartimento di Scienze giuridiche per trovare una risposta efficace ai problemi sollevati.
    Venerdì mattina (20/9) il Dipartimento ha pubblicato il nuovo orario delle lezioni per il suo corso di laurea, con il cambio dell’aula “incriminata”.
    In poco più di ventiquattro ore è stata trovata una soluzione.
    Nel frattempo ho cercato di approfondire la vicenda.
    Immagino che sia ricorso alla pubblicazione di una foto d’archivio, pubblicata sul sito dell’Ateneo, perché non ha potuto vedere dal vivo l’aula, che era occupata quando ha fatto il sopralluogo con il mio collega. Questa circostanza ha sicuramente compromesso la percezione dell’adeguatezza degli spazi.
    Nella foto originale (https://www.uniud.it/it/servizi/spazi-accoglienza/prenotazione-sale-e-spazi/aula-1-via-tomadini?fbclid=IwAR11sBbu4iuj-EqcWVc8T47PlmbbjoHmpPdJAQL-bu5HKsCKm8KTnrD0aDg) si vede chiaramente che lo spazio dove è collocato il tavolo ergonomico corrisponde ad almeno quattro postazioni (in realtà sono cinque). Ma la cosa più importante è che si tratta di un tavolo mobile, non imbullonato che quindi può essere agevolmente collocato nella posizione migliore ed affiancato da altro tavolo per un eventuale accompagnatore. Tuttavia ora, con il trasferimento delle poche lezioni previste nell’aula in questione, confido che il problema sia risolto in modo ancora più soddisfacente.
    Ho infine verificato la vicenda ascensore.
    Il collega che l’ha accompagnata ha precisato che l’ascensore si è bloccato perché uno dei trasportati (credo il collega stesso) interferiva con la fotocellula e quando è sceso l’ascensore è tornato immediatamente operativo e lei e il suo accompagnatore siete stati trasportati senza problemi.
    Ribadisco anche qui il mio desiderio, già formalizzatole con una mail e con una telefonata, per un incontro.
    Sono certa che la sua esperienza potrà essere un prezioso valore aggiunto per migliorare i servizi agli studenti.
    A presto e buon anno accademico!
    Manuela Croatto
    Area servizi agli studenti dell’Università di Udine