UN PIANO INFERIORE

Amaro in bocca. Amaro in bocca perché ritenevo che il mondo stesse cambiando in questi anni, invece la mentalità è rimasta quella: conservatrice e retrograda. Pensavo che il cambiamento partisse dall’istruzione e quindi dagli edifici e dalle persone che lavorano per assicurare in primis i servizi universitari. Sono andato alla sede Economico-Giuridica dell’Università degli studi di Udine per valutare l’accessibilità. Il responsabile della disabilità, molto disponibile senz’altro, mi ha mostrato le aule e anche come accedere al bagno ecc ecc. Tutto molto bello ed entusiasmante, se non che 2 aule su 3 dispongono di una accessibilità approssimata e non inclusiva, quasi volta a differenziare il disabile e a metterlo su un gradino inferiore, letteralmente. Una delle due in questione, l’aula 1, è questa qua sotto. Molto simile all’Aula 2, come struttura e conformazione. Analizziamola bene. Dunque, come si può notare, è un aula a gradoni e i disabili sono talmente inclusi che stanno alla sinistra isolati, per motivi di sicurezza, con addirittura un corrimano che funge da sbarre, stile leoni in gabbia. Ora però, una domanda sorge spontanea: ma se un disabile volesse avere una compagna/o vicino a sé per aiutarlo per qualsiasi cosa e per sentirsi parte integrante, come farebbe?
Addirittura in una delle due aule, usavano il tavolino ergonomico per disabili per tenere aperta la porta.
Accessibilità 3.0, ragazzi.

p.s L’ascensore si è bloccato ben 2 volte andando da un piano all’altro.

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LA MIA BATTAGLIA SI STA DIFFONDENDO!

Finalmente la mia battaglia, iniziata sui social, si sta diffondendo!! Oggi sono finito sul Messaggero Veneto !! Un grazie va anche a tutti coloro che hanno ricondiviso il mio post! ❤️❤️🙏🏻#vorreiprenderelautobus Walter Rizzetto

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#VORREIPRENDERELAUTOBUS

ITALIA 2019,
mi presento sono Nicolò Vadnjal, una baldo giovane che viaggia su 4 ruote. Si parla da un po' di anni di inclusione sociale, di progetti che portino fuori di casa e migliorino la vita delle persone con disabilità. Insomma, una sensibilità, forse, fin troppo approssimata e superficiale. Soprattutto per la lentezza nell'attuare la maggior parte dei progetti. La foto in questione ritrae me con un cartello su cui sopra è scritto l'hashtag #vorreiprenderelautobus. A quanto pare nel 2019 in Italia e, nella mia regione, in Friuli Venezia Giulia ci sono, sì, gli autobus con la pedana attrezzata per le persone diversamente abili ma le fermate abilitate sono pochissime, alcune ancora sperimentali e non sono extraurbane. E dunque se una persona come me necessita di prendere un mezzo PUBBLICO come l'autobus e andare da un paesino fuori Udine ad Udine? Cosa fa? Assolutamente niente, si attacca. Perdendo magari un appuntamento importante, se nessuno riesce a scarrozzarlo con la macchina attrezzata... Questa non è l'Italia che voglio. Sogno un Italia accessibile a tutti e in cui la diversità fisica, intellettuale e di genere non debba per forza essere un qualcosa di straordinario. Aiutatemi a far cambiare le cose! Condividete questo post con l'hashtag #vorreiprenderelautobus
Grazie amici!! 

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